Cosa tiene sveglio il Resilience Manager? Il Climate Change può cambiare il tuo modello di business?
Abstract
La sfida più importante del Climate Change potrebbe non essere rappresentata dagli eventi estremi, ma dalla trasformazione graduale dei mercati e dei modelli di business. Disponibilità delle materie prime, evoluzione della domanda, nuove esigenze dei clienti, costi energetici, localizzazione degli impianti, assicurabilità degli asset e resilienza della supply chain sono tutti fattori destinati a influenzare le decisioni strategiche delle imprese. In questo articolo esploriamo il concetto di “Strategic Resilience” e proponiamo alcune domande che ogni Consiglio di Amministrazione dovrebbe iniziare a porsi per comprendere se il proprio modello di business sarà ancora sostenibile e competitivo nel contesto climatico dei prossimi decenni.
Quando si parla di Climate Risk, la maggior parte delle organizzazioni pensa immediatamente agli eventi estremi: alluvioni, ondate di calore, grandinate, incendi o interruzioni delle infrastrutture. Sono rischi concreti e sempre più frequenti.
Ma esiste una domanda ancora più importante che ogni Resilience Manager dovrebbe iniziare a porre al proprio management:
E se il cambiamento climatico modificasse il nostro modello di business?
Per molti anni la Business Continuity ha avuto come obiettivo principale quello di garantire il ripristino delle attività dopo un’interruzione.
Il cambiamento climatico introduce invece una sfida diversa. Non sempre provoca una crisi improvvisa. Molto più spesso modifica lentamente il contesto nel quale opera l’organizzazione, alterando mercati, disponibilità delle risorse, comportamenti dei clienti, costi di produzione, investimenti e competitività.
Per questo motivo il Climate Risk non dovrebbe essere valutato soltanto attraverso il tradizionale Risk Assessment operativo, ma anche come elemento di riflessione strategica.
Dalla resilienza operativa alla resilienza strategica
Un’organizzazione resiliente non è semplicemente quella capace di riprendersi rapidamente dopo un evento. È quella che riesce a adattarsi ai cambiamenti del contesto prima che questi compromettano la propria capacità di creare valore. Il Climate Change rappresenta probabilmente il miglior esempio di questa evoluzione.
Le imprese che oggi analizzano soltanto la probabilità di un’alluvione o di un’interruzione elettrica rischiano di trascurare trasformazioni molto più profonde.
Le domande che il Board dovrebbe iniziare a porsi
La riflessione dovrebbe partire da alcune domande fondamentali.
Il nostro mercato cambierà?
- I bisogni dei clienti saranno gli stessi tra dieci o quindici anni?
- Il cambiamento climatico potrebbe modificare la domanda di alcuni prodotti o servizi, rendendone altri più richiesti?
Pensiamo ai settori dell’energia, del raffrescamento, della gestione dell’acqua, dell’edilizia resiliente, dei materiali isolanti o delle tecnologie per la riduzione dei consumi.
Ma il fenomeno riguarda anche industrie apparentemente lontane da questi temi.
Le nostre materie prime saranno ancora disponibili?
Per un’azienda alimentare il Climate Change potrebbe incidere direttamente sulla disponibilità di cereali, frutta, verdura, cacao, caffè, vino o altre produzioni agricole. Non si tratta soltanto di un aumento dei prezzi. Alcune colture potrebbero ridurre drasticamente la propria produttività o spostarsi verso aree geografiche diverse.
Lo stesso vale per fibre naturali, legname, acqua, prodotti chimici di origine biologica e numerose altre materie prime. La resilienza della supply chain potrebbe quindi dipendere non solo dalla continuità dei fornitori, ma dalla disponibilità stessa delle risorse naturali.
I nostri stabilimenti sono ancora nel posto giusto?
Molti siti produttivi sono stati progettati decenni fa sulla base di condizioni climatiche profondamente diverse. Oggi potrebbe essere necessario rivalutare aspetti quali:
- disponibilità di acqua;
- esposizione ad alluvioni;
- grandinate sempre più intense;
- incendi di vegetazione;
- temperature estreme;
- disponibilità della rete elettrica;
- accessibilità logistica.
Decisioni immobiliari e investimenti industriali dovranno sempre più spesso considerare anche questi fattori.
Le nostre persone potranno lavorare nelle stesse condizioni?
Il tema non riguarda esclusivamente la salute e sicurezza. Temperature elevate possono modificare gli orari di lavoro, ridurre la produttività, aumentare l’assenteismo, richiedere nuovi sistemi di raffrescamento o accelerare l’automazione di alcune attività.
Anche la gestione delle risorse umane diventa quindi parte integrante della resilienza climatica.
Le nostre coperture assicurative saranno ancora adeguate?
Il mercato assicurativo sta già modificando il proprio approccio ai rischi naturali. Aumento dei premi, franchigie più elevate, limiti di copertura e, in alcuni casi, riduzione della capacità assicurativa sono fenomeni già osservabili in diverse aree del mondo.
Le organizzazioni dovrebbero quindi interrogarsi non solo sulla probabilità degli eventi, ma anche sulla futura trasferibilità del rischio.
Il Climate Change genera anche opportunità
Parlare di Climate Risk significa inevitabilmente parlare di minacce. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Ogni trasformazione economica genera nuove opportunità: nuovi mercati; nuove tecnologie; nuovi servizi; nuovi modelli di business.
Le organizzazioni più resilienti saranno probabilmente quelle capaci di riconoscere questi cambiamenti prima dei concorrenti, trasformando il rischio in vantaggio competitivo.
Una riflessione per il top management
Il Climate Change non è soltanto una questione ambientale. È una delle principali variabili che influenzeranno la competitività delle imprese nei prossimi decenni.
Per questo motivo il dialogo non può rimanere confinato tra Sustainability Manager e Resilience Manager: deve coinvolgere il Consiglio di Amministrazione, il Chief Executive Officer, il Chief Risk Officer, la Direzione Operations, la Supply Chain, la Ricerca e Sviluppo e tutte le funzioni chiamate a definire il futuro dell’organizzazione.
La resilienza strategica consiste proprio in questo: comprendere che il cambiamento climatico non mette soltanto alla prova la capacità di reagire a una crisi, ma può ridefinire il modo stesso in cui un’impresa crea valore. La domanda che ogni organizzazione dovrebbe iniziare a porsi non è quindi se il Climate Change influenzerà il proprio business.
La vera domanda ècomelo influenzerà e se l’organizzazione sta già preparando oggi le risposte necessarie per affrontare il mercato di domani.
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