L’evoluzione delle minacce cyber e degli incidenti operativi ha reso insufficiente la storica regola di backup 3-2-1. Oggi i backup sono un elemento chiave di Business Continuity e resilienza operativa: senza isolamento, immutabilità e test rigorosi di ripristino, la capacità di recovery resta solo teorica. Questo articolo analizza in chiave tecnica la regola 3-2-2-1-1-0, spiegando perché il backup non è più una funzione IT, ma una vera capability di continuità del business.
Il Regolamento DORA segna un cambio di paradigma nella gestione della resilienza operativa: la Business Continuity non è più solo una buona pratica, ma un requisito regolamentare verificabile. Questo articolo analizza il rapporto tra DORA e Business Continuity Management, chiarendo cosa cambia per le organizzazioni finanziarie e ICT, quali capacità di continuità e ripristino sono realmente richieste e perché il BCM diventa un elemento centrale della conformità normativa europea.
Gli impianti sprinkler sono spesso considerati soluzioni semplici per la protezione antincendio, ma la loro efficacia dipende da una progettazione complessa, da calcoli idraulici, da norme di installazione e da processi di verifica. Il corso NFPA 13 a Roma offre una panoramica tecnica e pratica dei requisiti degli impianti sprinkler, concentrandosi sulle applicazioni reali, sugli errori di progettazione più comuni e sul ruolo fondamentale che questi sistemi svolgono nella protezione delle persone, dei beni e della continuità operativa.
La Business Impact Analysis (BIA) è il punto di partenza di ogni sistema efficace di Business Continuity Management. Senza una corretta analisi degli impatti, dei tempi di recupero e delle priorità di processo, la continuità operativa resta un esercizio teorico. Questo articolo spiega perché la BIA è indispensabile per prendere decisioni informate, allocare correttamente le risorse e costruire una reale resilienza operativa.
Business Continuity Management e resilienza organizzativa sono spesso usati come sinonimi, ma rappresentano concetti diversi e complementari. Questo articolo chiarisce il rapporto tra BCM e resilienza, spiegando come la continuità operativa costituisca una capacità strutturata e misurabile, mentre la resilienza organizzativa richiede una visione più ampia, integrata e strategica, capace di adattarsi a contesti di rischio complessi e in continua evoluzione.
Summer is coming! L’estate è alle porte e, purtroppo, in molti paesi europei si sta verificando una situazione di grave siccità. Questo fenomeno sta diventando sempre più frequente e, purtroppo, anche l’Italia potrebbe subirne le conseguenze.
Le aziende italiane devono quindi prepararsi adeguatamente per affrontare una possibile siccità durante questa estate. Infatti, è importante considerare i rischi della siccità non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da una prospettiva di Business Continuity Management.
Le conseguenze della siccità sulle attività delle imprese possono essere molteplici. Ad esempio, la riduzione della disponibilità idrica può compromettere la produzione di alcune aziende, che possono subire interruzioni o addirittura la cessazione temporanea delle attività. Inoltre, la riduzione delle risorse idriche può incidere sui processi produttivi e sui tempi di consegna, con conseguenze negative sulla customer satisfaction.
Il rischio principale è forse quello energetico. Non solo le centrali idroelettriche ma anche le termoelettriche saranno messe in crisi dal livello insufficiente delle riserve idriche e dei fiumi. Inoltre, le alti temperature portano ad un incremento della potenza impegnata per i sistemi di condizionamento e quindi a possibili black-out. Infine, la presenza di situazioni simili in altri Paesi, Francia innanzitutto, non consentirà di contare sul loro surplus energetico.
È quindi fondamentale che le aziende italiane, pubbliche e private, mettano in atto misure preventive per limitare gli impatti della siccità sulle loro attività. Una buona pratica può essere quella di adottare da subito tecnologie e processi produttivi che riducano il consumo di acqua, o che prevedano il recupero e il riutilizzo delle acque reflue.
Inoltre, è importante che le imprese italiane adottino – anche in questo caso – un approccio resiliente, di business continuity management, che preveda la predisposizione di piani di emergenza e di continuità delle attività in caso di siccità, black-out e razionamento energetico. Questi piani dovrebbero prevedere, ad esempio, l’identificazione delle attività critiche per l’azienda e la predisposizione di soluzioni alternative per garantirne la continuità.
In sintesi, la siccità è un fenomeno che può avere gravi conseguenze per le attività delle aziende italiane. È quindi fondamentale che le imprese si preparino adeguatamente ad affrontare questo rischio, adottando tecnologie e processi produttivi sostenibili, predisponendo piani di emergenza e sensibilizzando i propri dipendenti e i propri manager sulla gestione sostenibile delle risorse idriche. Solo così potremo garantire la continuità delle attività aziendali del nostro Paese e contribuire a una gestione più sostenibile delle risorse ambientali.
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