L’angolo tecnico – Quale scenario climatico dovrebbe utilizzare un Resilience Manager?
Abstract
Quale scenario climatico dovrebbe utilizzare unResilience Managerper valutare i rischi della propria organizzazione? Cosa significano realmente valori come +1,5 °C o +3 °C e quale attendibilità hanno gli scenari elaborati daIPCC,NGFSeCopernicus? In questo Angolo tecnico analizziamo come interpretare correttamente le principali proiezioni climatiche e, soprattutto, come tradurle in strumenti operativi per il Risk Assessment, la Business Impact Analysis, la valutazione degli investimenti e la pianificazione della Business Continuity. Perché uno scenario climatico non serve a prevedere il futuro, ma a verificare se le decisioni di oggi saranno ancora valide nel clima di domani.
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Quando si parla di Climate Change ricorrono continuamente espressioni come+1,5 °C,+2 °C,+3 °C,Net Zero,SSP,RCPoCurrent Policies Scenario. Per chi si occupa di resilienza organizzativa è facile sentirsi disorientati.
La domanda, però, è molto più semplice: quale scenario climatico dovrei utilizzare per valutare i rischi della mia organizzazione?
Gli scenari climatici non sono previsioni
Il primo equivoco da chiarire è che gli scenari climatici non rappresentano una previsione del futuro: nessuno può sapere quale sarà esattamente la temperatura media globale nel 2050 o nel 2100.
Gli scenari rappresentano invece differenti ipotesi sull’evoluzione delle emissioni, delle politiche energetiche, dello sviluppo economico e delle tecnologie. Servono quindi a verificare quanto un’organizzazione sia resiliente rispetto a futuri diversi. In altre parole, non cercano di rispondere alla domanda:“Che cosa succederà?”
Ma piuttosto:“La nostra organizzazione sarebbe comunque resiliente se questo scenario si verificasse?”
Da dove arrivano questi scenari?
Il principale riferimento mondiale è rappresentato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che utilizza gli scenari denominatiShared Socioeconomic Pathways (SSP).
Questi descrivono diverse possibili traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale, della popolazione, della tecnologia, delle politiche climatiche e delle emissioni di gas serra.
Da tali scenari derivano le valutazioni utilizzate da governi, autorità di vigilanza, assicuratori e grandi organizzazioni per stimare l’evoluzione dei rischi climatici.
A questi si affiancano gli scenari sviluppati dalNetwork for Greening the Financial System (NGFS), oggi largamente utilizzati dal settore bancario e finanziario per gli stress test climatici, e quelli dell’International Energy Agency (IEA), che analizzano l’evoluzione del sistema energetico mondiale.
Cosa significano davvero +1,5 °C o +3 °C?
Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che un aumento medio globale di 1,5 °C significhi semplicemente giornate leggermente più calde.
In realtà questi valori rappresentano una modifica dell’intero sistema climatico terrestre.
Per molte aree europee, e in particolare per il bacino del Mediterraneo, un incremento medio globale di 1,5 °C può tradursi in aumenti locali significativamente superiori, con conseguenze molto più marcate in termini di ondate di calore, precipitazioni intense, siccità e incendi. È quindi fondamentale distinguere tratemperatura media globaleeimpatti climatici locali, che sono gli elementi realmente rilevanti per un’organizzazione.
Qual è lo scenario più realistico?
Questa è probabilmente la domanda più frequente. La risposta è chenon esiste uno scenario unico.
Per decisioni operative di breve periodo (5-10 anni) può essere ragionevole utilizzare scenari coerenti con le politiche climatiche oggi effettivamente in atto.
Per investimenti destinati a durare decenni – nuovi stabilimenti, data center, magazzini automatizzati, infrastrutture critiche o grandi impianti industriali – è invece opportuno valutare anche scenari più severi.
Una buona pratica consiste nel confrontare almeno tre possibili evoluzioni:
- Scenario di transizione ordinata, con politiche climatiche efficaci e rischi fisici relativamente contenuti.
- Scenario intermedio, nel quale convivono rischi fisici crescenti e trasformazioni economiche e regolatorie.
- Scenario ad alte emissioni, caratterizzato da eventi climatici estremi più frequenti e impatti fisici molto più rilevanti.
L’obiettivo non è individuare quale scenario si realizzerà, ma verificare quanto le decisioni aziendali rimangano robuste al variare del contesto climatico.
Il 2024 ha cambiato la prospettiva
Secondo il servizio europeoCopernicus, il 2024 è stato il primo anno in cui la temperatura media globale ha superato di oltre1,5 °Cil livello preindustriale.
È importante chiarire che questo non significa aver già superato formalmente l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, che viene valutato su periodi molto più lunghi.Rappresenta però un segnale estremamente significativo. Per il Resilience Manager significa che non è più prudente progettare il futuro basandosi esclusivamente sui dati climatici del passato.
Come utilizzare questi scenari in Business Continuity
Gli scenari climatici acquistano valore solo quando vengono tradotti in domande operative.
Ad esempio:
- le temperature previste sono compatibili con il funzionamento degli impianti?
- il sistema di raffrescamento dei data center è ancora adeguato?
- iRecovery Time Objectiverimangono raggiungibili durante eventi estremi?
- laBusiness Impact Analysisconsidera anche gli effetti di eventi climatici simultanei?
- i fornitori critici sono esposti agli stessi rischi?
- il programma assicurativo riflette il nuovo livello di esposizione?
Queste domande rappresentano il vero collegamento tra climatologia e Business Continuity.
Il consiglio per il Resilience Manager
Il valore degli scenari climatici non consiste nel prevedere con precisione il futuro. Consiste nel verificare se le decisioni prese oggi continueranno ad essere valide anche in un contesto climatico diverso. In definitiva, il Climate Risk non ci chiede di indovinare il clima del 2050. Ci chiede di costruire organizzazioni sufficientemente resilienti da operare con successo qualunque sia lo scenario che il futuro ci riserverà.
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