Da DRI International – Il Climate Change entra definitivamente nella Business Continuity

Dal mondo DRI International - Il Climate Change entra definitivamente nella Business Continuity

Abstract

Il cambiamento climatico non è più soltanto un tema di sostenibilità: secondoDRI Internationalè ormai una delle principali sfide per la Business Continuity. Gli eventi climatici estremi agiscono infatti come moltiplicatori di rischio, amplificando vulnerabilità già esistenti e mettendo contemporaneamente sotto pressione persone, infrastrutture, supply chain e servizi essenziali. In questo approfondimento analizziamo il recente contributo pubblicato da DRI International e riflettiamo su come il Climate Risk stia ridefinendo il ruolo del Resilience Manager e il modo stesso di progettare la continuità operativa.

Negli ultimi anni il dibattito sul cambiamento climatico è stato dominato da temi quali sostenibilità, transizione energetica e rendicontazione ESG.

Il recente contributo pubblicato daDRI International, a firma di Rachael Elliott, propone invece una prospettiva diversa e particolarmente interessante per i professionisti della resilienza: il Climate Change deve essere considerato prima di tutto un tema diBusiness Continuity.

È un cambiamento di prospettiva importante.

Tradizionalmente la Business Continuity è stata costruita attorno a eventi puntuali e circoscritti: l’incendio di uno stabilimento, il guasto di un data center, l’indisponibilità di un fornitore strategico o un’interruzione elettrica.

Il Climate Risk modifica radicalmente questo approccio.

Gli eventi climatici estremi raramente colpiscono un solo elemento dell’organizzazione. Più frequentemente coinvolgono contemporaneamente infrastrutture, reti di trasporto, energia, telecomunicazioni, personale, fornitori e servizi pubblici essenziali, generando effetti a cascata che si propagano ben oltre il sito direttamente interessato.

Un’ondata di calore, ad esempio, può compromettere contemporaneamente la produttività del personale, aumentare il consumo energetico, mettere sotto pressione la rete elettrica, ridurre l’efficienza degli impianti di raffrescamento, creare criticità nei data center e rallentare l’intera supply chain.

Allo stesso modo, un evento alluvionale può provocare danni limitati agli edifici aziendali, ma compromettere strade, ferrovie, fornitori, reti di telecomunicazione e servizi essenziali, impedendo comunque all’organizzazione di operare.

Il messaggio di DRI è quindi estremamente chiaro.

IlClimate Changenon rappresenta una nuova categoria di rischio da aggiungere al registro aziendale.

È unmoltiplicatore di rischio, capace di modificare la probabilità, l’intensità e la correlazione di scenari già noti.

Per questo motivo il Climate Risk dovrebbe essere integrato nei normali processi di Business Continuity Management:

  • aggiornando il Risk Assessment;
  • rivedendo la Business Impact Analysis;
  • riesaminando le dipendenze critiche della supply chain;
  • verificando la robustezza delle strategie di continuità rispetto a scenari climatici più severi;
  • valutando la reale capacità di recupero dell’organizzazione in contesti caratterizzati da eventi simultanei e prolungati.

Un altro tema affrontato da DRI riguarda il rapporto tra resilienza e assicurazione.

Sempre più frequentemente il mercato assicurativo risponde all’aumento dei danni climatici con premi più elevati, franchigie più importanti e, in alcune aree, con una riduzione della capacità assicurativa disponibile.

La Business Continuity assume quindi un ruolo ancora più strategico.Non basta trasferire parte del rischio. Occorre ridurne la probabilità, limitarne gli impatti e aumentare la capacità dell’organizzazione di continuare a operare anche quando il contesto esterno viene profondamente compromesso.

È probabilmente questo il messaggio più importante che emerge dall’articolo di DRI. La resilienza del futuro non dipenderà soltanto dalla capacità di reagire a una crisi. Dipenderà dalla capacità di progettare organizzazioni che tengano conto, fin dalle decisioni di oggi, di un contesto climatico destinato a cambiare profondamente nei prossimi decenni.

 

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